Cantina

Dalla vigna al bicchiere

“L’AMORE VERO, E’ IL CAMMINO IN DUE VERSO LA LUCE DI UN’IDEALE COMUNE”.
J. d’Hormoy

 

Il 2024 sarà ricordato da me e Adriana come l’anno della scommessa del vino! Abbiamo colto l’occasione di entrare in questo splendido mondo che finora ci era precluso.

Nel 2024 infatti abbiamo preso in conduzione un ettaro di vigna Chianti D.O.C.G. e nel frattempo abbiamo continuato a curare la vignettina di Sirah che avevamo impiantato davanti a casa e che con il passare del tempo cresce sempre più.

E’ stata una di quelle scommesse che ti possono cambiare la vita!

E non solo per gli ingenti investimenti che devi affrontare per creare la tua cantina, ma sopratutto per il tempo che devi dedicare alla vigna e al tuo vino!

Da Gennaio a Dicembre infatti il calendario dei lavori in vigna o in cantina segna sempre degli adempimenti, che nessuno ti impone se non vuoi creare qualcosa di eccellente, ma che in caso contrario, ti obbliga ad essere presente, vigile e disponibile a qualunque fatica.

E’ il lavoro in agricoltura… non c’è niente di semplice e non c’è nessuna lavorazione che non comporti fatica.

La nostra prima produzione è stata di circa 2000 bottiglie di rosso Chianti D.O.C.G.!

Il primo anno di conduzione di una vigna è tutta una scoperta e una continua paura di non aver fatto quel che si doveva fare. La vendemmia 2024 non è stata semplice per via del mal tempo che ha interessato la Toscana da inizio Settembre a quasi metà Ottobre.

Riassumendo, il primo anno da viticoltori, è stato caratterizzato da un’apprensione continua fino al momento in cui l’Enologo (il Virgilio di ogni viticoltore), chiamato finalmente alla prova dell’assaggio, si versa un calice del tuo vino… istanti che durano un’eternità! Lui stappa la prima bottiglia del tuo vino ed odora il sughero, lui che, impassibile, versa un po’ di vino nel suo calice che muove con movimenti sicuri, l’ossigeno che agisce, lui che assaggia… Il suo “Sì” dà il via alle danze! Il benestare del tuo enologo dissipa ogni paura, la sua faccia compiaciuta ti ripaga di tutte le fatiche!

E’ il momento dal quale il tuo vino può essere assaporato dai tuoi clienti, è il momento in cui diventi a tutti gli effetti un produttore di vino!

Ma facciamo un passo indietro, com’è che dalla nostra uva siamo arrivati al nostro primo vino?

Tramite una vendemmia tardiva e non precoce. A discapito della sicurezza del raccolto, ma a favore dei sapori e del profumo del nostro vino.

Scegliendo le nostre uve migliori di Sangiovese, Canaiolo nero, Colorino toscano e Trebbiano abbiamo portato in cantina la base di partenza del nostro Chianti D.O.C.G.

Vendemmiate e diraspate, le nostre uve si sono trasformate in mosto, un mosto “vivo” che ha iniziato in poche ore la fermentazione tumultuosa.

In questa fase il mosto liquido a contatto con le vinacce (bucce degli acini d’uva) estrae da esse colore, sapore e aromi. Il tutto effettuato all’interno di vasche d’acciaio.

I rimontaggi giornalieri (operazioni di bagnatura del “cappello” con il mosto) hanno permesso il miglior apporto di ossigeno e di nutrienti per il nostro futuro vino.

Una volta terminata la prima e la seconda fermentazione (la così detta “malica”) il nostro vino ha subito un cambio di casa.

E’ sopraggiunto il momento di far entrare in gioco il legno!

Fin dall’antichità vari tipi di contenitori di legno sono stati usati per l’affinamento e lo stoccaggio del vino. Da prima fu la disponibilità del materiale a facilitarne l’utilizzo, poi fu lo studio sui processi chimici che si innescavano grazie ad esso.

Le botti di legno, nel nostro caso specifico barriques di rovere francese, hanno la capacità di trasmettere tannini specifici, garantendo una continua ma lenta microssigenazione che trasforma il sapore del vino, appena uscito dalla fase di fermentazione, in qualcosa di superiore, qualcosa di più evoluto e complesso.

In sette mesi di affinamento in barriques il nostro vino ha ottenuto una maggiore complessità e persistenza del sapore in bocca. Il tutto coronato da note speziate, frutti rossi, caffè e una punta di vaniglia.

Il colore è semplicemente perfetto, “rosso rubino brillante”, quello a cui aspiravamo!

La vendemmia 2025 è appena trascorsa e “dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar”.

Si prospetta un’annata eccezionale, con alle nostre migliori uve il compito di trasformarsi in un vino unico, testimone della tradizione contadina delle colline del Valdarno!

Anche questo “Sogno” si aggiunge ai tanti altri realizzati.

Grazie ad Adriana che mi è sempre affianco e al resto della nostra famiglia che ci supporta, continuiamo il nostro cammino pieno di fatiche, ma anche intriso di soddisfazioni e progetti realizzati.

SE DEVI SOGNARE… ESAGERA!